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Parma e provincia

Una data della possibile fondazione della città di Parma è quella del 183 a.C.. Poi, dopo la distruzione avvenuta nel 44 a.C., venne ricostruita da Augusto. La città raggiunse la sua massima espansione in età imperiale divenendo sede vescovile nel IV secolo. Denominata "Crisopoli" nel periodo bizantino venne conquistata dai Longobardi nel 569 divenendo sede di ducato. Con l'avvento dei Franchi nel 774 diviene capoluogo di comitato. Parma ha occupato un ruolo importante nella lotta per le investiture; dà al conflitto tra potere ecclesiastico e potere imperiale ben due antipapi: Onorio II, il vescovo Càdalo, signore della città e fondatore del Duomo, e Clemente III, il vescovo Guiberto.
 
La costituzione del Comune avvenuta intorno al 1140 rappresenta la rinascita della città dopo il periodo di disgregazione altomedievale. Nel 1183 i contrasti con i comuni vicini, Reggio, Piacenza e Cremona, sono vivi; Parma contende il controllo del Po, collegato alla città dal canale Naviglio. Agli inizi del '300 comincia una profonda crisi politica, viene conquistata dai Visconti nel 1341 anche se il suo momento più drammatico è quello del 1347 con l’avvento della peste. La città passa quindi a Filippo Maria nel 1420 e, dopo un brevissimo periodo di cinque anni di indipendenza con il principato dei Terzi, passa agli Sforza che dominano il contado per mezzo di grandi famiglie signorili (i Pallavicino, i Rossi, i Sanvitale e i Correggio).
 
Tra il XV e il XVI secolo Parma fu al centro dei conflitti europei: celebre è la battaglia di Fornovo tra Carlo VIII e l'esercito della Lega italiana condotto da Francesco Gonzaga (5-6 luglio 1495). Dal 1500 al 1521 la città passa ai francesi dopo una breve parentesi della Chiesa (1512-15), quindi ancora alla Chiesa fino al 1545. Nel 1545 Papa Paolo III impone il figlio prediletto PierLuigi Farnese alla nuova forma politica di Parma e Piacenza. Da allora i Farnese affermeranno per due secoli la loro autorità sul territorio. Con l'estinzione dei Farnese, avvenuta alla morte di Antonio nel 1731, Parma inizia una fase di decadenza.
 
Per diritti ereditari il ducato passa a Carlo, infante di Spagna. Con la pace di Acquisgrana del 1748 il fratello di Carlo I, Filippo, diviene duca di Parma, Piacenza e Guastalla, aggiungendo ai territori del ducato anche buona parte della bassa reggiana. Dall'influenza spagnola si passa così a quella francese che consente al ducato di riprendersi. Dopo il 1759 la decisa azione del primo ministro Guillaume du Tillot imposta uno stato moderno fondato sull'organizzazione civile e sull'economia industriale.
 
Il Congresso di Vienna del 1815 assegna il ducato a Maria Luigia d'Austria, seconda moglie di Napoleone Bonaparte, che governa dal 1816 al 1847. La duchessa attua un programma di sviluppo e di riforma delle strutture assistenziali e delle opere pubbliche rinnovando anche la veste urbanistica e architettonica della città e potenziando le vie di comunicazione. Nel 1847, alla morte di Maria Luigia, il ducato tornerà ai Borbone, l'ultimo dei quali, Carlo III, muore pugnalato in città nel 1854. Il 15 settembre 1859 viene dichiarata decaduta la dinastia borbonica e Parma entra a far parte delle province dell'Emilia rette da Carlo Farini. Nel 1860 il plebiscito decide l'annessione al Piemonte e quindi al regno d'Italia.

 
   
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